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Codice Etico
Il Codice Etico contiene i principi ai quali si ispira la Banca di Viterbo nella realizzazione del proprio scopo sociale e della propria attività e dei quali impone il rispetto a tutti coloro che in suo nome e per suo conto operano.
Il Codice Etico è stato predisposto al fine di indicare i principi generali di comportamento, la cui osservanza da parte degli amministratori, sindaci, dipendenti e collaboratori della Banca è di fondamentale importanza per il buon funzionamento, l’affidabilità e la reputazione della Banca, fattori che costituiscono un patrimonio decisivo per il successo aziendale, coerente con i principi di legalità e di responsabilità sociale dell’impresa e le finalità cooperativistiche.
Il Codice Etico si applica senza eccezione agli amministratori, sindaci e dipendenti della Banca e a tutti coloro che operano per il conseguimento degli obiettivi della Banca.
E’ compito del Comitato di Vigilanza costituito ai sensi del D.Lgs. 231/01 di vigilare sulla corretta osservanza del Codice, relazionando in merito al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale.
1.1 I principi ispiratori del Codice etico di Banca di Viterbo
Il codice etico è ispirato ai seguenti principi generali:
- l’attività della Banca di Viterbo è orientata al rigoroso rispetto delle leggi e dei regolamenti;
- la Banca di Viterbo si adopera attivamente a far sì che gli amministratori, i sindaci, tutti i dipendenti, i collaboratori, i fornitori e i clienti della Banca, nonché il personale e i funzionari di altre imprese con le quali dovessero essere svolte attività in comune o tra loro coordinate, anche temporaneamente, operino nel rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti, nonché delle regole organizzative e procedurali adottate, in particolare di quelle espressamente previste per la prevenzione della commissione di reati. Con riferimento a tutti gli aspetti relativi alla gestione del personale la Banca di Viterbo offre a tutti i lavoratori le medesime opportunità di crescita professionali, affinché tutti godano di un trattamento equo, e compie valutazioni con criteri di merito e competenza senza discriminazione alcuna;
- tutti i comportamenti, le operazioni e le transazioni decisi o attuati dalla Banca e da soggetti agenti in nome e per conto di essa devono essere conformi alla legge, alla correttezza professionale, ai principi di trasparenza, verificabilità, coerenza e congruità, efficienza, lealtà e rigore professionale, nonché ebitamente autorizzati, documentati e registrati. Nessun comportamento illecito o illegittimo, o anche scorretto, può essere giustificato o considerato meno grave anche se compiuto nell’interesse o vantaggio della Banca.
- le trattative d’affari e i rapporti con gli interlocutori istituzionali e commerciali della Banca devono essere condotti in conformità alla legge e nel rispetto dei principi di correttezza, trasparenza, efficienza, lealtà, rigore professionale e verificabilità.
In particolare:
- la Banca, i soggetti apicali, i dipendenti, i preposti e comunque ogni soggetto sottoposto alla direzione e vigilanza dei primi devono evitare tutte le situazioni e tutte le attività in cui si possa manifestare un conflitto con gli interessi dell’azienda o che possano interferire con la capacità di assumere, in modo imparziale, decisioni nel migliore interesse dell’impresa e nel pieno rispetto delle normative di legge e regolamentari. Inoltre, devono essere evitati conflitti di interesse tra le attività economiche personali e familiari e le mansioni ricoperte all’interno della struttura di appartenenza. Pertanto ogni situazione che possa costituire o determinare un conflitto di interesse deve essere tempestivamente comunicata all’organo superiore preposto per le valutazioni del caso ed il soggetto interessato deve astenersi dall’agire.
- in riferimento a specifici ambiti relazionali, la Banca di Viterbo:
- nei confronti di rappresentanti, funzionari o dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni:
- vieta la ricerca e l’instaurazione di relazioni personali di favore, di influenza, di ingerenza, idonee a condizionare, direttamente o indirettamente, l’esito del rapporto;
- vieta le offerte di beni o di altre utilità a rappresentanti, funzionari o dipendenti delle pubbliche amministrazioni, anche per interposta persona, salvo che si tratti di doni di modico valore e conformi agli usi e sempre che non possano essere intesi, da un osservatore imparziale, come rivolti alla ricerca di indebiti favori;
- vieta l’offerta o l’accettazione di qualsiasi oggetto, servizio, prestazione o favore di valore per ottenere un trattamento più favorevole in relazione a qualsiasi rapporto intrattenuto con la Pubblica Amministrazione;
- vieta la presentazione di dichiarazioni non veritiere a organismi pubblici nazionali o comunitari al fine di conseguire erogazioni pubbliche, contributi o finanziamenti agevolati, oppure per conseguire concessioni, autorizzazioni, licenze o altri atti amministrativi;
- vieta l’alterazione del funzionamento di un sistema informatico o telematico o manipolare i dati in esso contenuti al fine di ottenere un ingiusto profitto arrecando danno alla Pubblica Amministrazione;
- previene l’insorgenza e gli effetti, diretti o indiretti, di situazioni di conflitti di interesse nei confronti della pubblica amministrazione, dei quali siano portatori i soggetti che agiscono in nome o per conto dell’ente;
- evidenzia che costituiscono atti di corruzione sia i pagamenti illeciti fatti direttamente da soggetti apicali o da suoi dipendenti, sia quelli effettuati tramite persone che agiscono per conto di essi;
- stabilisce che in occasione di una qualsiasi trattativa d’affari, richiesta o rapporto con la Pubblica Amministrazione, il personale incaricato della Banca di Viterbo non deve cercare di influenzare impropriamente le decisioni della controparte, comprese quelle dei funzionari che trattano o prendono decisioni, per conto della Pubblica Amministrazione;
- stabilisce che in caso di effettuazione di una gara con la Pubblica Amministrazione si dovrà operare nel rispetto della legge e della corretta pratica commerciale, evitando accordi di cartello con altri partecipanti, ovvero inducendo la P.A. ad operare indebitamente a favore della Banca;
- nei confronti di clienti e fornitori si impegna:
- a realizzare la creazione di un solido rapporto con il cliente, ispirato alla cortesia, alla trasparenza, correttezza e riservatezza, nonchè il mantenimento di un atteggiamento professionale leale e collaborativo nei riguardi del cliente, che deve in particolare essere posto in condizioni di assumere decisioni
consapevoli e informate;
- a non avere preclusioni verso alcun cliente o categoria di clienti; a non intrattenere relazioni in modo diretto o indiretto, con persone delle quali sia conosciuta l’appartenenza ad organizzazioni criminali o comunque operanti al di fuori della liceità;
- a perseguire la correttezza, professionalità, efficienza, serietà e affidabilità quale base per l’instaurazione di un valido rapporto anche con fornitori e collaboratori esterni, la cui scelta viene operata in funzione di valutazioni basate su elementi qualitativi di riferimento oggettivo, assicurando pari opportunità alle aziende fornitrici in possesso dei requisiti richiesti.
- con riferimento ai finanziamenti pubblici, erogati sia a favore di clienti sia della Banca, questa si impegna affinché tutte le fasi della procedura di richiesta e/o erogazione del contributo, siano documentate e verificabili, al fine di poter ricostruire ex post le caratteristiche e le motivazioni dell’operazione intercorsa ed individuare i soggetti coinvolti. Le fasi decisionali ed esecutive dell’operazione di finanziamento dovranno essere precedute da un’attività di verifica della correttezza formale e sostanziale delle operazioni svolte. Quanto ai finanziamenti pubblici erogati in favore della banca, la Banca di Viterbo si impegna ad espletare un’attività di verifica affinché siano utilizzati per lo svolgimento di attività o la realizzazione di iniziative per le quali sono state concesse. È, infatti, vietato destinare somme ricevute da organismi pubblici nazionali o comunitari a titolo di erogazioni, contributi o finanziamenti, a scopi diversi da quelli per i quali sono stati assegnati. Analoga correttezza è perseguita nella fase propedeutica alla concessione del finanziamento, nel fornire all’amministrazione competente informazioni complete e veritiere, nel rispetto delle regole poste a presidio della correttezza della procedura di erogazione.
Per quanto concerne i finanziamenti pubblici erogati, tramite la banca, in favore della clientela, i dipendenti devono rispettare le regole interne e generali in tema di gestione del finanziamento pubblico.
- con riferimento alla prevenzione e repressione dei reati di falso, gli operatori devono rispettarepuntualmente le procedure di controllo dei valori trattati ed effettuare - in caso di accertata o sospetta falsità - l’immediato ritiro dalla circolazione, procedendo secondo le disposizioni impartite dall’azienda e nel rispetto delle norme vigenti in materia.
- con riferimento alle scritture contabili, i soggetti apicali ed i dipendenti sono tenuti a collaborare affinché i fatti di gestione siano rappresentati correttamente e tempestivamente nella contabilità, in osservanza delle disposizioni legislative e dei principi contabili. Per ogni operazione contabile effettuata, è fatto obbligo ai soggetti preposti di conservare la documentazione di supporto. I bilanci, le relazioni ed i prospetti informativi e tutte le comunicazioni sociali previste dalla legge devono essere redatti con chiarezza e rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della Banca di Viterbo. Tutti
gli atti di gestione della Banca devono essere espletati nel rispetto delle disposizioni legislative previste dalla normativa in materia societaria.
- con riferimento alla gestione di informazioni riservate che possono a qualsiasi titolo influenzare l’andamento di strumenti finanziari quotati (manipolazione del mercato o abuso di informazioni privilegiate) o non quotati (aggiotaggio) gli Organi Apicali e tutti i dipendenti della Banca di Viterbo sono tenuti alla massima riservatezza e ad avvertire senza indugio l’autorità competente qualora abbiano ragionevoli motivi per sospettare che transazioni di cui sono a conoscenza costituiscano un abuso di informazioni privilegiate o una manipolazione del mercato.18-10-2011
- l’inosservanza degli obblighi prescritti dal Codice etico comporta l’applicazione di sanzioni disciplinari previste dalla Banca di Viterbo per i soggetti apicali, per i dipendenti, per i collaboratori della stessa.
- La Banca si impegna ad un’effettiva diffusione, al suo interno e nei confronti dei soggetti che con essa collaborano, delle informazioni relative alla normativa ed alle regole comportamentali e procedurali da rispettare, al fine di assicurare che l’attività d’impresa si svolga nel rispetto dei principi etici e di legalità.
1.2 Diffusione ed aggiornamento del codice etico.
Al fine di assicurare un’adeguata diffusione del codice etico, esso viene portato a conoscenza sia all’interno della Banca sia nei confronti dei terzi (clienti, fornitori, ecc.), attraverso idonee modalità di comunicazione.
Una copia del codice etico deve essere quindi consegnato, a cura dell’Ufficio Organizzazione, ad ogni nuovo amministratore, sindaco e dipendente all’atto della nomina o dell’assunzione.
Il codice etico deve essere sottoposto periodicamente ad aggiornamento ed eventuale ampliamento sia con riferimento alle novità legislative (ad es. ampliamento delle ipotesi di reato a fondamento della responsabilità amministrativa dell’ente), sia per effetto delle vicende modificative della Banca e della sua organizzazione interna.
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